Il Walkabout dei ricordi ricostruiti.

E anche questa volta ritorno, come previsto e promesso, sul tema del Walkabout, inteso proprio come l’azione del girovagare. Oggi si tratta di una passeggiata che mi riporta su tracciati già compiuti mille e mille volte. Allora c’erano i nonni e senza esitazioni lasciavano che giocassi nel cortile del condominio in cui era inserita la loro abitazione. Giocavo con i bimbi del vicinato e non c’erano pericoli né dovuti al traffico dei veicoli né legati alla possibilità che qualche strano individuo si aggirasse nei paraggi. Erano altri tempi e si giocava a stregacomandacolor, le belle statuine, nascondino. La giornata era piena di emozioni, intensa, affaticante. I giochi li creavamo con la fantasia ed eravamo felici. Nonna Grazia con le sue mani d’oro preparava delle prelibate merende, ogni giorno diverse ed è in questa prospettiva della mia memoria che collocherei un elemento non reale: lo sciroppo di sambuco. Nonna non lo preparava e, dato il suo amore e la sua capacità di realizzare qualsiasi cosa in cucina, non mi so spiegare perché avesse omesso dalle sue ricette questa prelibatezza. Durante la mia passeggiata, mentre la mia piccola dorme, ho deciso di inserire questo elemento nei miei ricordi e di conferirgli vita passata. Così il cerchio si è potuto chiudere e, quindi, aggiungerei che mia nonna mi preparava uno sciroppo di sambuco dissetante e gustoso, come deve essere. Così, mentre cammino lungo la riva del fiume Adige ed inglobo il profumo di una miriade di fiori di questa pianta, decido di prepararne lo sciroppo, contatto la mia amica Angela e le chiedo la ricetta. Ho dovuto prepararlo due volte perché la prima, presa dalla foga di questa novità, non mi ero accorta della presenza di una poco invitante mosca e quando ho messo i fiori a macerare ho macerato pure lei! Sarà così che è nata l’omonima città delle Marche? 🙂

Non inserisco la ricetta perché è protetta da diritto di copia, ma vi assicuro che lo sciroppo è riuscito benissimo! Come in “Ritorno al Futuro” ho modificato piacevolmente il mio passato ed ho anche dato vita ad una nuova usanza da ripetersi nel corso degli anni a casa, in modo che, se mai sarò nonna, i miei nipoti possano testimoniare che quando erano piccoli preparavo loro dell’ottimo sciroppo di sambuco ed i loro ricordi saranno, perciò, ancora più dolci.

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