La funzione repeat.

È da un po’ che rifletto sul significato. Dell’inizio, della fine, di tutto quello che sta in mezzo, di cosa faccio per dare significato a quello che sta in mezzo, di come le soddisfazioni, l’amore, la ricerca, gli obiettivi possano essere tacitate, spezzato, interrotta, spenti. Chi stabilisce la misura della felicità? Chi è più felice? Chi più fortunato? Chi si merita di essere felice e fortunato? E soprattutto: chi non se lo merita? Sto cercando parole che in realtà non esistono. Vorrei crogiuolarmi in uno stato di vigilia perenne, vorrei poter imprimere nella memoria il panorama mozzafiato che osservo ora, vorrei che esistesse sempre la possibilità di pigiare “play” sul lettore della vita senza che il dvd a lungo andare si consumasse. Tutto può essere meraviglioso e sfuggire al contempo. Forse te ne accorgi quando hai dei figli. Forse te ne accorgi quando guardi un quadro e vedi che la cornice è incrinata.  Ma poi pensi che il quadro va vissuto e che va bene così.

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