Lavoretti pasquali 1

Non sono una persona costante.

Non mi piacciono le situazioni ripetitive e le abitudini vincolanti.

Credo lo aveste già capito.

Ho, però, molti buoni propositi! Uno di questi prevede di inserire periodicamente nel blog i lavoretti che preparerò assieme a mia figlia in occasione delle feste. Il primo che pubblico è uno sciocco cucchiaio-coniglio. In realtà Aurora era interessata più che altro allo scotch (infatti poi se l’è pure mangiato!). In ogni caso, questo è il risultato. Buona Pasqua a tutti 🙂

 

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Natale a gennaio.

Finalmente raccolgo forze ed idee per tradurre in parole le emozioni. Troppa l’attesa di vedere negli occhi di mia figlia lo stupore dovuto al Natale. Così, quando finalmente è arrivato, me lo sono perso; è corso via mentre cercavo ancora di assaporare la luce, il calore, il nostalgico sospiro rivolto al passato, anche in parte la consueta tristezza che racchiude in sé, oltre al suo primo vero significato.  Allora mi sono chiesta come recuperare  questa giornata fagocitata forse più delle altre dal senso del dovere. Dove troverò un’altra spiaggia salvifica alla quale approdare e sulla quale far riemergere la mia identità? In realtà mi è bastato guardare lei negli occhi ed il senso di tutto si è rimesso a fuoco da solo. Il proposito per questo nuovo anno, che altro non è che il prolungamento di quello passato è, in ogni caso, di cercare sempre questo posto, anche a volte con fatica. Affinché mia figlia possa pensare di avere avuto una madre che forse non ci è riuscita, ma almeno ci ha lavorato. Tanti auguri.

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Auguri a Lei.

È come se la mia vita avesse compiuto un balzo in avanti: miracolosamente ci troviamo nel futuro ed ho una bimba di un anno! La percezione così evidente della sua crescita mi rende da un lato indubbiamente gioiosa, dall’altro, però, mi rattrista perché mi accorgo di quanto il tempo trascorra imperturbabile, senza neppure guardarti negli occhi, senza che nemmeno la bellezza di un bambino possa catturarlo per un istante. “Da dove vieni tu?”, le chiedo ogni tanto e lei mi sorride, ma so che capisce. Lei sa di rappresentare il miracolo della vita, di essere la creatura che stringo quotidianamente tra le braccia e che bacio a dismisura. C’è un detto di alcune nonne secondo il quale se si danno troppi baci ai bimbi poi diventano brutti… Io rispondo che è meglio essere brutti che non amati a sufficienza! Continuerò, quindi, a baciarla a dismisura. Da queste seppur banali considerazioni traggo le seguenti conclusioni:

  • Amo la mia bambina (ma già lo sapevo);
  • La amo più di quanto avrei immaginato (e forse sapevo anche questo);
  • Quando compie gli anni è come Natale (o ancora meglio: è come il giorno della vigilia)
  • E allora, anche se è marzo, la casa va addobbata a piacere. A chi mi dice: “No, ma lascia stare, che tanto la bambina non capisce” io rispondo che è meglio un gesto non visto che non vedere alcun gesto!

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Tanti auguri a Lei.

Auguri a me.

tortagio

C’è un giorno in cui mi sento particolarmente felice: è quello del mio compleanno.
Che sia per una sorta di egocentrismo? Una visione della vita Gicentrica non è affatto male.
Lo sarebbe se accadesse per più di una volta all’anno.
Un sacco di gente si ricorda di te, millemila persone ti contattano per augurarti il meglio.
Ormai è facile che molti si ricordino di te grazie ai social network, però se non fossi nei loro pensieri anche lo sforzo di scrivere sei lettere (a-u-g-u-r-i) potrebbe diventare sovrumano.
Credo, tuttavia, che la componente fondamentale che mi conferisce un particolare senso di esaltazione sia da imputare alla celebrazione del mio incipit nel mondo. L’ho capito ancora meglio quando è nata la mia amata bambina.
Da queste seppur banali considerazioni traggo le seguenti conclusioni:
1. Il nostro ingresso nel mondo ed il ricordo di quel giorno non possono passare inosservati.
2. Non è, comunque, obbligatoria la mondanità in questa giornata perché è sufficiente essere gioiosi.
3. Per tale ragione la suddetta gioia dovrebbe resistere anche dopo gli “anta”!
4. Un nuovo solco sul nostro viso lo interpreteremo, quindi, come arricchimento espressivo.
5. Ogni persona ricca di espressività diventa interessante agli occhi altrui, ergo il nostro ingresso nel mondo ed il ricordo di quel giorno non possono passare inosservati.
Per tutte queste ragioni ti porgo i miei migliori auguri, cara G!