Carnevale: mica pizza e fichi!

Quest’anno il tema è sempre edibile,  ma dal dolce panettone #Bauli siamo passati al salato: la pizza! Aurora si è divertita molto, anche perché con l’età aumenta la consapevolezza e con feltro e colla a caldo puoi fare di tutto, tanto che ormai li usiamo anche per preparare la colazione 😁! Le reazioni sono state positive: chi non conosceva il significato dell’espressione “mica pizza e fichi” (che si usa relativamente a qualcosa che non è da poco) esclamava: “guarda: una pizza con i fichi!” e gli altri se la ridevano, mentre la cucciola procedeva tronfia con in testa il suo cappello da chef (però quello l’ho cucito con ago e filo). Ed ecco il risultato:

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Descrizione di Amore.

20160521_133053-1Pensavo dormissi già ed invece, girandoti verso di me, mi hai guardata negli occhi; io li ho chiusi repentinamente per farti credere che stessi già dormendo, tu hai alzato una mano e senza aggiungere nulla, l’hai posata sui miei capelli, accarezzandoli più volte. Io ho trattenuto il respiro affinché questo momento rimanesse imperturbato in eterno ed insieme abbiamo fatto fermare la Terra, figlia mia. Grazie perché in questo modo hai annullato tutte le mie imperfezioni.

Lavoretti pasquali 1

Non sono una persona costante.

Non mi piacciono le situazioni ripetitive e le abitudini vincolanti.

Credo lo aveste già capito.

Ho, però, molti buoni propositi! Uno di questi prevede di inserire periodicamente nel blog i lavoretti che preparerò assieme a mia figlia in occasione delle feste. Il primo che pubblico è uno sciocco cucchiaio-coniglio. In realtà Aurora era interessata più che altro allo scotch (infatti poi se l’è pure mangiato!). In ogni caso, questo è il risultato. Buona Pasqua a tutti 🙂

 

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Il nostro Carnevale.

Arrivo, anacronistica come al solito, ma consapevole del fatto che quando fra un po’ di tempo qualcuno leggerà questo “articolo” non farà sicuramente caso alla data, bensì al contenuto (mi auguro).

Vi racconto il nostro Carnevale, scritto maiuscolo perché è stata una vera festa! Noi, genitori della piccola Aurora, assieme a nonna Anelise abbiamo assaporato ogni minuto trascorso assieme a lei ed è stato davvero molto divertente vedere le reazioni delle persone che la osservavano travestita da… panettone! Ebbene sì, ho avuto una delle mie idee malsane, ma quando arrivano non posso evitarle: mi devo soggiogare ai comandi del mio cervello e debbo eseguire gli ordini che mi impartisce.

La premessa è che io non so cucire. Anche quando cerco di fissare un bottone a qualsiasi capo sono consapevole che il bottone (non il capo) avrà vita breve. Nonostante ciò, a causa di quanto esposto, ho dovuto subire le mie idee ed iniziare a confezionare (parolone, lo so) un bel vestitino per la mia piccola utilizzando un vecchio copriletto da me rovinato durante un’infelice sessione di stiratura (non addentriamoci, per pietà!). Riporterò le prove fotografiche delle varie fasi ed il risultato finale, in modo che possiate ammirare 🙂 con i vostri stessi occhi! Ovviamente il tutto è avvenuto di sera/notte mentre la cucciola dormiva. Il primo problema è stato capire le dimensioni. Avevo optato per un abito piuttosto ampio, in modo da lasciare lo spazio per indossare sotto una giacca invernale. Il risultato è stato… grande, molto grande… così grande che era abbondante persino per me! Ho appreso questo concetto alle 23.30 ed ho, quindi, ricominciato daccapo a disegnare, tagliare e cucire l’abito giusto per la piccola (e sono arrivate le 4 di notte)! Ho piegato in due il tessuto sfruttando la cucitura almeno per la parte superiore delle braccia ed il resto l’ho ultimato io, optando per del buon pannolenci (come appresi leggendo uno scritto della mia amica Angela) per evitare di dover anche cucire gli orli.

La gente ha apprezzato tantissimo l’idea e molte persone ci hanno più volte fermati durante la nostra “sfilata” chiedendoci il permesso di fotografare la bimba!

Ho voluto anche condividere questo momento molto divertente con gli -ormai- amici della Bauli, inconsapevoli di averci fornito parte del materiale per la maschera! Sono stati così contenti e gentili che ci hanno inviato una grandissima colomba (il dolce) da gustare a Pasqua ed ulteriori dolciumi deliziosi.

Ecco cosa hanno scritto sulla loro pagina Facebook dopo la pubblicazione delle foto: “Ciao Giorgia! Queste foto riempiono veramente il cuore. Da quando abbiamo visto questa foto tutto il team Bauli ha un sorriso da Verona fino a Trento! Un saluto a te e alla tua splendida, piccola Pandorina!”.

La soddisfazione, come immaginate, è stata immensa: primo perché Aurora si è divertita moltissimo, secondo perché sono riuscita a fare qualcosa con le mie mani ottenendo un riscontro decisamente non sperato. So che questo car… anzi Carnevale rimarrà per sempre nei nostri aneddoti e nel nostro cuore!

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Natale a gennaio.

Finalmente raccolgo forze ed idee per tradurre in parole le emozioni. Troppa l’attesa di vedere negli occhi di mia figlia lo stupore dovuto al Natale. Così, quando finalmente è arrivato, me lo sono perso; è corso via mentre cercavo ancora di assaporare la luce, il calore, il nostalgico sospiro rivolto al passato, anche in parte la consueta tristezza che racchiude in sé, oltre al suo primo vero significato.  Allora mi sono chiesta come recuperare  questa giornata fagocitata forse più delle altre dal senso del dovere. Dove troverò un’altra spiaggia salvifica alla quale approdare e sulla quale far riemergere la mia identità? In realtà mi è bastato guardare lei negli occhi ed il senso di tutto si è rimesso a fuoco da solo. Il proposito per questo nuovo anno, che altro non è che il prolungamento di quello passato è, in ogni caso, di cercare sempre questo posto, anche a volte con fatica. Affinché mia figlia possa pensare di avere avuto una madre che forse non ci è riuscita, ma almeno ci ha lavorato. Tanti auguri.

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La solitudine delle mamme.

Sono una mamma e, a volte, mi sento sola. Sola, ma con la mia bambina. Affrontiamo le giornate assieme e tutto questo è bellissimo, lei mi trasmette le sue molteplici emozioni e conquiste: la gioia, l’entusiasmo, la creatività, l’ingegno, lo stupore, ma anche il dolore, l’insoddisfazione, la noia, la stanchezza!

Facciamo lunghe passeggiate per rilassarci, per condividere, per dormire, almeno lei…

A volte ci organizziamo con altre mamme ed altri bimbi per fare queste passeggiate. Così diventiamo delle solitudini parallele!

Se, invece, siamo sole (altrimenti le altre mamme avrebbero la conferma della mia pazzia) e se la strada è diritta e priva di ostacoli, cammino chiudendo gli occhi per qualche secondo e mi sembra di dormire assieme a lei recuperando un po’ di ore perse di notte.

Non c’è ancora un vero e proprio scambio perché lei è piccola, una piccola, grande bambina, ma io le parlo moltissimo impegnandomi nell’utilizzo di sinonimi e di un vocabolario ricco, per quanto mi è possibile.

Vorrei che nel mondo avesse sempre a disposizione le parole giuste per potersela cavare al meglio.

Per ora si fa capire già a sufficienza ed amplia costantemente la propria terminologia riferendosi ai vari oggetti. A volte “ciao” diventa “pao” oppure “tao”, ma il significato è quello!

Ancora non stiamo dialogando. Poi sarà bellissimo scambiarsi opinioni e spaziare tra gli ambiti più disparati, a modo nostro. Immagino diventeranno dialoghi marziani, un po’ come quelli che creavamo io ed il mio caro nonno Sergio.

Ancora non stiamo dialogando. Le lunghe passeggiate diventano uno scambio quasi trascendentale ed il nostro percorso per me è un momento prezioso che rimpiangerò quando il passeggino non servirà più. In compenso ci sarà la bicicletta con seggiolino, ovviamente: due esploratrici come noi non potrebbero farne a meno e nemmeno il papà – anche se non è un appassionato della bicicletta, soprattutto in salita!

A volte questo momento tutto nostro diventa anche un po’ malinconico, non so perché. Forse è una caratteristica del walkabout, quella di sentirsi immensamente felici ed al contempo nostalgici.

Eccola, la solitudine delle mamme: dolce, laconica, necessaria, passeggera.

Sono in attesa di poter dialogare con mia figlia.

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