Preferisco la guerra.

Non pensavo l’avrei mai detto, ma è così: se combatti contro il nemico ne sei consapevole. Ti adoperi per difendere il tuo Paese, ti sacrifichi eventualmente per la Patria. Ma se penso di portare in gita mia figlia a vedere la torre Eiffel non è possibile che rischiamo di non rientrare a casa perché voi avete stabilito di colpire a casaccio gli sfortunati che vi capitano a tiro. Non c’è ideologia, non c’è spiegazione, non c’è giustificazione che possa essere solo lontanamente plausibile. Se fossimo colpiti noi genitori lasceremmo i nostri figli orfani. Se fossero colpiti i nostri figli saremmo morti anche noi. Puntate dritto al cuore dell’ignaro inerme e magari figurate come eroi agli occhi dei vostri pazzi. voi scritto minuscolo perché non siete all’altezza, voi che non meritereste nemmeno di essere menzionati, voi che vi godete le reazioni di disperazione generate dalle vostre deprecabili azioni. Guardatevi dal vostro dio perché se siete a sua immagine e somiglianza mi aspetto che vi faccia lo sgambetto non appena vi distrarrete, magari mentre accompagnate i vostri figli in gita. Siamo in guerra, dunque? Preferisco i soldati che avanzano in trincea nella speranza di ritornare a casa sani e salvi ad abbracciare i propri cari. Almeno rispettano il valore profondo della Vita, almeno combattono per un ideale comprensibile. Quello che fate voi non si capisce, non può essere condiviso. Il vostro diktat è la violenza per diffondere il terrore. Vorrei rispondere che noi non ci piegheremo, ma è difficile non avere paura, soprattutto se sei garante di vite altrui. Preferisco la guerra perché saranno i soldati a difenderci da quelli come voi.

The power of mom

Mi riferisco ad una notizia che mi ha molto colpita oggi: è stata definita la “mom of the year” (mamma dell’anno), la madre che ha redarguito il figlio intento a lanciare pietre contro la polizia di Baltimora, accusata di aver ucciso l’afroamericano Freddie Gray (morto il 19 aprile scorso).
Può ancora avere potere sul figlio una madre che lo coglie sul fatto in questo modo? Incappucciato, grosso e temibile, sarà intimorito dagli schiaffi della madre? È pur sempre lei la stessa persona che nei primi anni di vita del figlio gli cambiava i pannoloni e gli cantava la ninna nanna per addormentarlo! Innegabilmente sarà stato spinto da forti motivazioni, ma nel momento in cui scagli una pietra contro qualcuno tendi a perdere qualsiasi ragione. E la madre, la madre dell’anno, elevata a icona social della rivolta (così si legge nella maggior parte degli articoli dedicati all’argomento) questo lo sa ed ha cercato forse nel corso degli anni di trasmettere “buoni” principi al figlio. Macché icona social, si tratta solo di una madre che cerca di intervenire per correggere il passo, di recuperare ciò che, per qualche strana ragione, le è sfuggito. Siamo individui liberi di sganciarci dai buoni precetti ricevuti, lo possiamo fare inspiegabilmente, inaspettatamente. Se lo facciamo non è sempre colpa dei nostri genitori. Forse un ceffone in più ci consentirà, comunque, di muovere un passo sbagliato in meno.
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Nel blu dipinto di nero.

Non amo gli aerei, ma per fortuna il mio desiderio di viaggiare è più forte della paura. In questo caso, però, la questione non era l’aereo, bensì la persona che si trovava al suo interno. È stata confermata oggi tramite la seconda scatola nera l’intenzionalità nell’atto di Lubitz (il che annulla la tesi di una sua possibile perdita di coscienza). Provo un senso di rabbia nei suoi confronti per via dell’egoismo esplicito del suo progetto. Ammetto, però, che il suo ruolo centrale nella vicenda mi fa scordare di continuo che ora anche lui, come gli altri malcapitati figuranti, non esiste più. In fondo ha ottenuto una non invidiabile forma di celebrità. Riporto uno dei commenti sentiti a poche ore dalla tragedia: siamo forse più intimoriti dalla possibilità che un aereo presenti qualche anomalia piuttosto che dall’idea di un pilota depresso. Se fosse vero dovremmo tirare un respiro di sollievo perché potremmo continuare a pensare all’aereo come al mezzo più sicuro che esista ed al copilota come ad una irripetibile eccezione. Eccola la magrissima consolazione. In ogni caso il risultato rimane lo stesso: la montagna ha risolto tragicamente il dilemma ed io continuo a non amare gli aerei.

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Per eccesso di galanteria…

Grande festa ad Arcore per l’assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby: saranno state invitate anche Karima El Mahroug e le olgettine? D’altronde l’esito del processo era ben ovvio: Silvio non poteva sapere che Ruby fosse minorenne perché la sua galanteria non gli avrebbe mai permesso di chiedere l’età ad una donna!

(riferimento alla notizia dell’assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo “Ruby” del 11/03/2015).

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